Acronia (rivista)
► Acronia 3 – L’antimilitarismo in Italia. Dal secondo dopoguerra ad oggi
Questo numero di «Acronia» è dedicato allo studio dell’attivismo dei movimenti antibellicisti attivi in Italia nel secondo dopoguerra nelle loro differenziate declinazioni; in particolare si cerca di indagare vari aspetti e visuali del fenomeno, spaziando su diverse dimensioni: geopolitica, spazio-temporale, psicosociale, esistenziale, ecc. Dopo una introduzione di contestualizzazione e presentazione, a cura di Isabelle Felici e Giorgio Sacchetti, apre la corposa serie dei saggi l’analisi di ampio respiro di Walter Falgio sulla Sardegna, seguita dalla indagine sulla obiezione di coscienza al servizio militare di leva nell’Italia degli anni sessanta di Marco Labbate, che riesce a coglierne i passaggi lessicali e culturali cruciali, dalla dimensione individuale e intimistica alle pratiche collettive. La genealogia dell’immaginario antimilitarista è invece il focus proposto da Tommaso Rebora, con uno studio mirato sui significati profondi e impattanti del movimento globale di opposizione alla guerra in Vietnam («Il Vietnam è ovunque»), sulle contaminazio-ni culturali della Nuova sinistra italiana rispetto alle omologhe mobilitazioni negli Stati Uniti, alla New Left e all’“altra America”. Segue Elisa Santalena che, prendendo spunto dalla visita del presidente Richard Nixon in Italia nel febbraio 1969, affronta un tema di grande rilevanza politologica internazionale, ossia lo snodo dei primi anni settanta, come il conflitto aperto nel paese e nel parlamento dalla vasta campagna anti-nato del pci. Pippo Gurrieri, quindi, basan-dosi sulla sua posizione di “osservatore partecipe” in quanto attivista di lungo corso – oltre che pubblicista e editore militante in Sicilia – ci fornisce un’originale lettura ragionata delle «battaglie antimilitariste nell’isola armata» e, è il caso di dire, proprio in diretta dal fronte. Ancora sulla Sicilia, Gianni Piazza, utilizzando una vasta gamma di fonti, propone una visuale da analista e studioso dei fenomeni socioculturali contemporanei, e un efficace focus sulla partecipazione ai movimenti e ai conflitti di natura ambientale territoriale che hanno coinvolto l’isola nell’ultimo quarantennio. Il movimento pacifista e antibellicista, inteso nella sua dimensione globale e nelle sue innumerevoli variopinte declinazioni raggiungeva, fra gli anni novanta e il duemila – dall’epoca di Seattle fino alla seconda guerra in Iraq –, il suo apice di forza e di capacità mobilitante, meritandosi la definizione di «seconda superpotenza mondiale» («New York Times», 17 febbraio 2003). Luca Salza, storico delle idee, partendo proprio dalla successiva fase di declino delle mo-bilitazioni di massa, con il processo di assuefazione mediatica e di banalizzazione di una «guerra infinita» permanente, chiude la rassegna indagando in profondità questo passaggio di enorme rilevanza psicosociale: dalle stagioni delle mobilitazioni collettive alla «volontà di abbandono» come risposta individuale.
► Acronia 3. L’antimilitarismo in Italia
► Acronia 2 – Da Rimini a Saint-Imier. Nascita dell’anarchismo in Italia
Questo numero di «Acronia» contiene gli atti della giornata di studi Da Rimini a Saint-Imier. Nascita dell’ anarchismo in Italia, tenuta al Circolo Cucine del Popolo di Massenzatico (RE) il 18 giugno 2022 e organizzata dall’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana (ASFAI) e dall’Archivio Storico della Federazione Anarchica Reggiana (ASFAR). Coerentemente con le nuove tendenze storiografiche, gli interventi che seguono propongono un ripensamento delle geografie e cronologie della nascita del movimento anarchico in Italia con riferimento ai suoi luoghi, alle sue pubblicazioni e ai suoi rapporti con il contesto risorgimentale. Dopo l’introduzione dei curatori, il saggio di Federico Ferretti affronta tre casi scelti del federalismo e radicalismo risorgimentale come parti della genealogia dell’anarchismo di lingua italiana. Giuseppe Sircana affronta il passaggio dal garibaldinismo radicale all’interna-zionalismo tramite l’esempio della partecipazione italiana all’Armata dei Vosgi e alla Comune di Parigi. In seguito, Franco Schirone discute i primi anni dell’organizzazione e delle strutture dell’Internazionale in Italia. Massimo Ortalli costruisce una bibliografia ragionata dell’Internazionale tracciandone la continuità fino alla cesura rappresentata dal fascismo. Infine, Marco Novarino affronta la questione dell’Internazionale in Sicilia analizzando le figure di Saverio Friscia e Antonino Riggio, mentre Gemma Bigi ricostruisce la formazione dell’Internazionale in Emilia nel contesto delle proteste sociali postunitarie e dei suoi collegamenti con i più noti circuiti romagnoli.
► Acronia 2. Da Rimini a Saint-Imier
[link diretto al sito dell’editore, dove è possibile scaricare in pdf, oltre all’intera rivista, anche i singoli articoli: https://www.mimesisjournals.com/ojs/index.php/acronia/issue/view/204]
► Acronia 1 – Spazi Confini Anarchia
Questo primo numero di «Acronia» è una monografia corale intorno a tre precise parole chiave: Spazi Confini Anarchia. A inaugurarlo è la traduzione del saggio di Davide Turcato che, riflettendo sul movimento anarchico italiano come movimento transnazionale, mette a punto un approccio metodologico prezioso e tutt’altro che assodato. Seguono lo studio di Marco Masulli sulla diffusione del sindacalismo anarchico tra la fine del xix secolo e gli anni trenta del xx secolo attraverso l’osservazione della circolazione di uomini, idee e pratiche tra Italia, Francia, Spagna e Argentina e Giulia Brunello che, attraverso lo sguardo di Maria Lacerda de Moura, offre un’analisi critica sull’anarchismo brasiliano in seguito alle grandi trasformazioni sociali e culturali che attraversarono il Brasile dei primi decenni del Novecento; Costantino Paonessa si concentra invece sul caso della colonia anarchica di lingua italiana in Egitto nel periodo del suo massimo vigore (1899-1906). Infine, due saggi che più insistono sul contesto nazionale. Quello di Eros Francescangeli, che si concentra sui rapporti tra socialisti, anarchici, e comunisti da un lato, e sindacalismo rivoluzionario, futurismo, dannunzianesimo politico e arditismo dall’altro, per riflettere sui confini tra anarchismo e nazionalismo, tra antibellicismo e interventismo, tra primo fascismo, arditismo e antifascismo originario. Chiude il numero il saggio di Roberto Carocci sul complesso e controverso tema dell’interventismo anarchico attraverso la biografia politica di uno dei suoi principali attori, l’individualista Attilio Paolinelli.
► Acronia 1. Spazi Confini Anarchia
[link diretto al sito dell’editore, dove è possibile scaricare in pdf, oltre all’intera rivista, anche i singoli articoli: https://www.mimesisjournals.com/ojs/index.php/acronia/issue/view/110]












